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SOSTEGNO AGLI OPERATORI CULTURALI L’emendamento approvato in aula garantisce agli enti loc…

Comunicato pubblicato su Facebook da PD Sardegna il 14/08/2026: leggi il post. Bozza importata automaticamente: rileggi e adatta prima di pubblicare.

SOSTEGNO AGLI OPERATORI CULTURALI
L’emendamento approvato in aula garantisce agli enti locali le risorse per applicare il nuovo CCNL ai lavoratori dei servizi culturali, con oltre 7,5 milioni nel triennio

🟥 Abbiamo approvato un emendamento della maggioranza alla variazione di bilancio, a prima firma dell'On. Roberto Deriu presidente del gruppo PD, per garantire agli enti locali le risorse necessarie a coprire gli oneri derivanti dal rinnovo del CCNL degli operatori culturali, ratificato lo scorso 30 aprile, e assicurare così la continuità dei servizi culturali sul territorio.

“Il rinnovo contrattuale del 30 aprile 2026 ha finalmente aggiornato le condizioni economiche dei lavoratori impiegati nei servizi culturali – spiega l'On. Gianluigi Piano –.
Il CCNL disciplina il lavoro di migliaia di operatori impiegati in tantissime organizzazioni, fondazioni, biblioteche o siti culturali che operano su affidamento dei Comuni sardi. Il rinnovo ha inevitabilmente aumentato anche i costi che gli enti locali devono sostenere per i servizi affidati all'esterno: senza un adeguamento delle risorse regionali, molti Comuni si sarebbero trovati a dover scegliere tra ridurre gli orari di apertura di musei e biblioteche o applicare il nuovo contratto solo in parte.”

L'emendamento incrementa di 3.219.000 euro per il 2026 – di cui 2.159.000 euro a regime per spesa corrente e 1.060.000 euro quale dotazione straordinaria per le competenze pregresse – e di ulteriori 2.159.000 euro per ciascuno degli anni 2027 e 2028, le risorse destinate agli enti locali per i progetti culturali finanziati. L'erogazione della quota incrementale è condizionata all'effettiva applicazione del nuovo contratto ai lavoratori impiegati nei progetti, così da assicurare che le risorse aggiuntive si traducano davvero in condizioni di lavoro migliori e non in un semplice trasferimento contabile.

“Parliamo di lavoratrici e lavoratori che tengono aperti musei e biblioteche nei fine settimana, che accolgono le scuole in visita, che custodiscono il nostro patrimonio archeologico anche nei paesi più piccoli, spesso con contratti precari e retribuzioni non adeguate alla responsabilità del loro lavoro – prosegue l'On. Piano –. Riconoscere loro un contratto rinnovato senza lasciare i Comuni da soli a coprirne il costo è un atto di giustizia, prima ancora che una scelta politica o tecnica.

Con oltre 7,5 milioni di euro nel triennio – conclude l'On. Piano – diamo copertura concreta al rinnovo contrattuale, tutelando sia i lavoratori del settore culturale sia la qualità dei servizi che ogni giorno tengono aperti in tutta la Sardegna. È un investimento che riguarda tanto il lavoro quanto la tenuta culturale dei nostri territori, specialmente nei centri minori dove il museo o la biblioteca comunale sono spesso l'unico presidio culturale rimasto.”

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